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There are no translations available. Casinò online - Controversie giuridiche
Nella finanziaria 2006 il governo italiano ha varato una norma atta a bloccare l'accesso da parte degli utenti italiani a tutti i siti web che danno la possibilità di giocare ai casinò online. Tale normativa, messa in atto dall'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, prevede l'adeguamento da parte dei provider di connettività internet italiani (ISP), pena una multa fino a 180.000 € degli strumenti adatti al blocco dell'accesso da parte di utenti italiani a tali siti web. Il governo e il parlamento hanno giustificato tale provvedimento con la necessità di proteggere gli utenti dalle crescenti truffe che avvengono nei casinò online. Tuttavia gli organi di controllo, primo fra tutti l'ECOGRA, hanno quantificato solo in una decina di casi il numero di truffe dal 1995 ad oggi. Le società coinvolte e le associazioni EBA e RGA hanno deferito l'Italia alla Corte di giustizia Europea per la violazione delle norme comunitarie sul libero mercato. Alcune delle società hanno proposto una sorta di mediazione, ossia richiedere una licenza ad operare in Italia (cosa che le renderebbe di fatto concessionarie dei Monopoli di Stato). Tuttavia si può leggere sul sito dell'AAMS tale affermazione: "Si fa presente che la regolamentazione del gioco in Italia distingue in maniera univoca i giochi non consentiti (ad es. quelli di azzardo come il poker, la roulette, le chemin de fer,…) da quelli consentiti." Ciò indicherebbe che i tipici giochi di casino (poker, roulette, blackjack) sono dichiarati illegali e quindi nessun tipo di licenza può esistere per essi.[senza fonte] Lasciando da parte il fatto che altri tipi di giochi legali come il Superenalotto sono molto più d'azzardo della roulette (la probabilità di vincita al Superenalotto è di 1 su 531 miliardi), secondo una certa interpretazione[senza fonte] nemmeno i casinò Municipali (come Venezia e SanRemo) sarebbero autorizzati a gestire roulette, poker e slot machine. Andrebbe quindi chiarito con quale autorità tali giochi (dichiarati esplicitamente illegali dai Monopoli) sono invece presenti in tutti i casinò italiani. Tale situazione è stata più volte ribadita dinanzi alla Corte Europea che, in due sentenze (nel 2001 e 2003), ha dichiarato illecite le manovre dell'Italia atte a garantire (in violazione degli accordi di Schengen) il monopolio sul gioco e le scommesse. Tale situazione, unita al blocco coatto (contrario, secondo l'interpretazione corrente, ai diritti costituzionalmente garantiti) porrebbero lo Stato italiano in una situazione ambigua e, secondo alcuni, lesiva degli stessi principi di libertà economica che egli stesso ha ratificato con gli accordi di Maastricht e Schengen. Oltre alle sentenze della Corte Europea, vi sono ulteriori sentenze emanate dal WTO (l'Organizzazione Mondiale per il Commercio) che ha diffidato gli USA (nella causa che vide la Repubblica di Antigua contro gli USA) dall'applicare norme atte alla limitazione della libertà dei suoi cittadini di scommettere online. E comunque, sembrerebbe possibile tramite accorgimenti tecnici aggirare il blocco dei siti proibiti, tramite i s.d. siti antioscuramento. Fonte: Wikipedia
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